
Impianti dentali e riassorbimento osseo: le soluzioni dell’implantologia moderna
Cos’è il riassorbimento osseo e perché si verifica
La perdita di uno o più elementi dentali non comporta soltanto un disagio estetico e funzionale, ma innesca un processo fisiologico noto come riassorbimento osseo alveolare. In assenza della radice naturale del dente, l’osso mascellare o mandibolare che ne garantiva il sostegno viene a mancare della stimolazione meccanica esercitata dalla masticazione. Di conseguenza, il tessuto osseo tende gradualmente a ridursi in altezza e spessore.
Tra le principali cause del riassorbimento osseo figurano:
- Edentulia prolungata: la mancata sostituzione tempestiva dei denti persi nel tempo.
- Parodontite avanzata: l’infezione cronica dei tessuti di supporto del dente che distrugge la struttura ossea circostante.
- Traumi o lesioni: eventi impattanti che provocano la frattura dell’alveolo osseo.
- Uso prolungato di protesi mobili: dentiere tradizionali che, esercitando una pressione anomala sulle gengive, velocizzano il riassorbimento naturale.
Impianti dentali con scarso volume osseo: è possibile?
Molti pazienti ritengono erroneamente che la carenza di osso rappresenti una controindicazione assoluta all’inserimento di impianti dentali. L’implantologia moderna e la chirurgia orale avanzata mettono oggi a disposizione tecniche e protocolli clinici in grado di ripristinare il volume osseo necessario o di sfruttare in totale sicurezza le zone ossee residue.
Attraverso un’accurata diagnosi strumentale basata sulla TAC CBCT (Tomografia Computerizzata a Fascio Conico), l’odontoiatra è in grado di valutare con precisione millimetrica la densità e la morfologia dell’osso del paziente, pianificando l’intervento in maniera personalizzata.
Le soluzioni della chirurgia rigenerativa e dell’implantologia avanzata
Per riabilitare la masticazione e il sorriso nei casi di atrofia ossea, la clinica odontoiatrica moderna offre diverse strategie terapeutiche:
1. Innesto e rigenerazione ossea guidata (GBR)
La rigenerazione ossea guidata prevede l’impiego di biomateriali biocompatibili (di origine sintetica o eterologa) e membrane di protezione che favoriscono la formazione di nuovo tessuto osseo laddove è insufficiente. Questo intervento consente di ricreare il volume adeguato per accogliere l’impianto in titanio.
2. Grande e piccolo rialzo del seno mascellare
Nelle zone posteriori dell’arcata superiore, la vicinanza con i seni mascellari può ridurre l’altezza ossea disponibile. Attraverso la procedura di rialzo del seno mascellare (sinus lift), il pavimento del seno viene delicatamente sollevato per inserire il materiale rigenerativo che permetterà la successiva integrazione degli impianti.
3. Impianti corti o inclinati
In anatomie specifiche, l’impiego di impianti di lunghezza ridotta o posizionati con un’angolazione strategica consente di evitare manovre chirurgiche rigenerative complesse, ancorandosi saldamente all’osso residuo e garantendo al contempo un’elevata stabilità primaria.
Valutazione specialistica presso Sunmed Group a Roma EUR Torrino
La scelta della tecnica più idonea richiede una valutazione clinica approfondita e personalizzata. Presso l’Ambulatorio Polispecialistico Sunmed Group a Roma EUR Torrino, l’équipe di odontoiatria e chirurgia orale esegue diagnosi radiografiche ad alta precisione per definire percorsi terapeutici sicuri, volti a restituire funzionalità e stabilità al tuo sorriso.
